La storia di Chiara, costretta a fuggire di casa perché lesbica

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La giovane si è allontanata dalla famiglia per sfuggire alle discriminazioni. Ha lanciato una raccolta fondi per potere iniziare una nuova vita

La storia di Chiara Rolla, una 27enne lombarda laureata in psicologia, ha molti punti in comune con la vicenda di Malika Chalhy, salita alla ribalta delle cronache alcune settimane fa. Come la 22enne di Castelfiorentino infatti anche Chiara ha deciso di abbandonare la casa della sua famiglia, dalla quale racconta di avere subito per un periodo di tre anni delle pesanti vessazioni a causa del suo orientamento sessuale. I suoi genitori non accetterebbero il fatto che ami un’altra donna, e le avrebbero reso la vita un inferno. Una situazione talmente pesante da indurla a scappare, dopo anni di sofferenza, rifugiandosi a Milano.

La 27enne ha pubblicato un lungo sfogo su Instagram, dove racconta alcuni particolari della sua vicenda. “Mi sono sentita dire di essere malata, una delusione, una vergogna per la famiglia” scrive la giovane, che prosegue: “addirittura di aver distrutto la mia famiglia solo perché amo una ragazza da tre anni e loro considerano questo al pari di una condanna, una perversione”.

Chiara afferma che sua madre soffrirebbe di problemi psichiatrici, ma che rifiuterebbe di sottoporsi ad una terapia. La donna, stando al racconto della giovane, sarebbe arrivata a “delirare”, diventando violenta verbalmente e anche fisicamente. “Sono fuggita da una prigione – si sfoga – con la consapevolezza di trovarmi su una strada, di dover ripartire da zero”.

Da alcuni giorni Chiara ha lanciato una raccolta fondi sulla piattaforma “Gofund.me“, riuscendo a raccogliere in breve tempo oltre 3mila euro su un obiettivo stabilito di 6mila. Soldi che le serviranno per trovare una sistemazione e costruirsi una vita indipendente. Numerosi anche i messaggi di solidarietà e di sostegno, tra cui quello di un generoso e anonimo donatore di 100€ che si descrive come un “omofobo pentito“: “tempo fa le mie idee non erano molto differenti da quelle della tua famiglia pur essendo io un ragazzo bisex. Per fortuna, però poi la vita mi ha portato a vivere esperienze che mi hanno fatto pentire per come ero prima e cambiare mentalità.” Cambio di mentalità che auguriamo e auspichiamo possano avere anche i genitori di Chiara, e di tutti i giovani e non, che si trovano ad affrontare circostanze simili

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