Svizzera al voto per vietare tutti i pesticidi sintetici

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Domenica 13 giugno i cittadini svizzeri saranno chiamati ad esprimersi, mediante referendum, sulla messa al bando dei pesticidi sintetici e su un altro quesito per la salvaguardia dell’acqua potabile.

La Svizzera si candida per diventare la prima nazione europea a mettere al bando i pesticidi chimici. A decidere saranno i cittadini elvetici, che si recheranno alle urne per esprimersi anche su un altro importante quesito, che propone il miglioramento della qualità dell’acqua potabile e del cibo, imponendo la cessazione dei sussidi destinati agli agricoltori che impiegano antibiotici negli allevamenti di bestiame.

La posizione dei favorevoli e dei contrari

I sostenitori della proibizione dei pesticidi sostengono che questi prodotti provochino danni alla salute umana e all’ambiente, mettendo a rischio la biodiversità. Per quanto riguarda la tutela dell’acqua, i supporter del quesito ritengono che la purezza dell’importante risorsa sia in pericolo, e che un milione di svizzeri attualmente consumino acqua contaminata. Il principale obiettivo a cui ambiscono i promotori del referendum è la proibizione dei pesticidi prodotti dalle multinazionali dell’agrochimica, come la tedesca Bayer e la svizzera Syngenta. Quest’ultima è controllata dalla “China National Chemical Corporation”, e ovviamente si oppone alla proibizione.

Le aziende che producono i prodotti agrochimici che rischiano di essere proibiti, come prevedibile, sono nettamente contrarie al divieto. Assicurano che la sicurezza delle sostanze sia stata ampiamente testata, ed il loro impiego regolamentato non causerebbe problemi. Evidenziano inoltre come senza agrochimica la resa delle coltivazioni diminuirebbe drasticamente, fino al 40%, cosa che secondo un portavoce di Sygenta farebbe lievitare i prezzi dei prodotti svizzeri, spingendo le importazioni di quelli esteri. Esprimono preoccupazione anche i rappresentanti del mondo dell’agricoltura, preoccupati dall’impatto che la proibizione potrebbe avere per il compartimento. In ogni caso, se dovesse vincere il quesito che impone lo stop ai pesticidi sintetici, agli agricoltori sarà concesso un periodo fino a 10 anni per abbandonarli completamente.

L’esito del referendum appare molto incerto. L’opinione pubblica appare profondamente divisa sul tema. Secondo un recente sondaggio condotto da Tamedia, il 48% degli elettori interpellati sarebbe a favore della misura a tutela dell’acqua potabile, mentre quello per la proibizione dei pesticidi si fermerebbe al 49%.

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