SCUOLA, ESAMI IN PRESENZA CONTRO DIGITAL DIVIDE: SÌ DEGLI STUDENTI, 1 SU 4 È SENZA BANDA LARGA

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Mascherina e solo prova orale. Sono iniziati gli esami di terza media per 570 mila studenti, nelle regioni dove si sono già concluse le lezioni. A differenza dello scorso anno, si torna a sostenerli in presenza. Niente scritti, si discute solo l’elaborato. Tornare alla modalità frontale, supererebbe anche il divario digitale che affligge il Paese.

La notizia del ritorno degli esami in presenza è stata ben accolta dai giovani studenti. Lo conferma il sondaggio promosso dal portale Skuola.net su 2.500 alunni della terza media. Per due su 3 è nettamente migliore trovarsi di fronte ai professori, dal vivo, piuttosto che sostenere l’esame davanti allo schermo di un computer, come lo scorso anno. Tra l’altro questa modalità d’esame, senza scritti, ma basata unicamente sulla discussione di un elaborato multidisciplinare, piace, eccome: il 60% la promuove a pieni voti e solo il 20% avrebbe preferito ripristinare lo schema classico.

Non solo. Tornare alla modalità frontale, supererebbe anche il divario digitale che affligge il Paese, soprattutto le regioni del Sud. Secondo l’analisi dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su dati Istat, infatti, il ritorno agli esami in presenza è un bene, visto che in Italia più di una famiglia su 4 (25,3%) non dispone di un accesso Internet a banda larga in grado di supportare massicci flussi di dati e collegamenti audio video. Senza contare che l’avanzata della povertà, si legge nei dati, coinvolge oltre 1,3 milioni di minori e pesa sulle loro opportunità formative.

“Anche per questo – sottolinea Uecoop – il Governo Draghi ha destinato quasi 32 miliardi di euro del Recovery Plan ai progetti per il miglioramento qualitativo e quantitativo dei servizi di istruzione, con tra le altre cose, lo sviluppo e il rafforzamento dell’istruzione professionalizzante, il reclutamento e la formazione degli insegnanti, il potenziamento e l’ammodernamento delle infrastrutture scolastiche, fra cui il cablaggio interno di circa 40mila edifici scolastici”.

Secondo i dati ISTAT 2019, il digital divide non è uniformemente distribuito nel Paese. Infatti, a livello geografico, gli studenti del Sud mostrano livelli di accesso alle tecnologie inferiori a quelli dei loro pari età del Centro e del Nord Italia. In particolare, nella maggior parte delle regioni del Mezzogiorno la percentuale di chi non utilizza il computer supera addirittura il 50%.

Anche la questione della connettività è un aspetto da non sottovalutare: nelle zone periferiche del Paese è spesso difficile avere una buona connessione, utile a sostenere le nostre varie attività quotidiane. Durante il lockdown, con la didattica a distanza e, ancora oggi, con il perdurare dello smart-working, è apparso chiaro che la semplice connessione ADSL risulta ormai insufficiente, se due o più persone di casa si connettono contemporaneamente a internet per navigare, effettuare videochiamate o seguire lezioni online. Questo scoglio viene superato grazie alla fibra ottica che permette una velocità maggiore fino a 100 Mbps, che tuttavia ancora non è disponibile nelle aree rurali del Paese.

Notizia di questi giorni è il via di Tim alla sperimentazione del nuovo servizio di connettività Internet con tecnologia satellitare, una proposta nata proprio per superare il digital divide. Si parte con i 100 Mbps ma la prospettiva futura è di consentire connessioni ancora più performanti fino a 200 Mbps. Tecnicamente, i satelliti trasmettono e ricevono tutti i dati sfruttando un sito terrestre, collegato alla rete Internet, e che a sua volta si occupa di diffondere il segnale tramite antenne.

Con queste premesse, ciò che risulta chiaro è che una spinta verso l’innovazione e l’adozione delle tecnologie più avanzate, per il potenziamento digitale del Paese, è necessaria e utile per reggere il confronto con gli altri Paesi europei, anche se occorre investire pure sull’evoluzione della cultura digitale. Pc, tablet e connessione Internet sono, sì, strumenti e presupposto della didattica digitale, ma devono essere accompagnati da un’alfabetizzazione informatica che permetta a tutti la possibilità di imparare a utilizzarli al meglio.

Immagine di copertina: Scuola foto creata da ijeab – it.freepik.com

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